Quale URL dobbiamo aggiungere a Google Search Console?

  • 26 ottobre 2017
  • SEO

Google Search Console quale versione di URL dobbiamo aggiungere

 

Quale versione di URL dobbiamo aggiungere a Google Search Console?
Dobbiamo utilizzare HTTP oppure HTTPS?
URL con WWW o senza WWW?

Vediamolo insieme

Google Search Console

Se hai intenzione di aprire un blog o un sito internet ma non sai assolutamente come garantire visibilità al tuo dominio, non avere alcun timore: internet ti fornisce tutti gli strumenti di cui hai bisogno (e molto spesso sono gratis). Il talento dell’uomo dietro il sito internet sta nello sfruttare al massimo gli strumenti di cui si dispone, così da garantire un’incredibile seguito al proprio portale online.

Certamente conoscerai il significato della sigla SEO (per chi non lo sapesse, essa sta per Search Engine Optimization, ovvero Ottimizzazione di un sito web per i Motori di Ricerca) nonché la sua importanza per garantire uno dei primi posti al proprio sito internet quando viene digitata una parola chiave in un motore di ricerca come Google e compaiono i risultati.

Tenere traccia dei cambiamenti che si apportano alle pagine web è fondamentale, perché ci permette di controllare il loro impatto sul pubblico e come esse possono migliorare o ridurre l’affluenza di utenti nel sito. Uno strumento che permette proprio di studiare dati relativi alle visite degli utenti nel proprio portale è Google Search Console (precedentemente conosciuta come Google Webmaster Tools), un tool gratuito grazie al quale, in seguito all’inserimento di un indirizzo URL di cui si è proprietari, è possibile ottimizzare, analizzare e controllare lo stato del proprio sito web e la sua performance nei risultati delle ricerche.

In particolare la Google Search Console mette a disposizione una serie di strumenti che permettono di conoscere (tra le altre cose):

  • se il motore di ricerca riesce ad accedere alle pagine del tuo sito;
  • se il codice html con cui è stato scritto il sito ha degli errori o si può migliorare;
  • se il sito contiene malware o altro software dannoso;
  • quali parole chiave i visitatori del sito hanno usato sui motori di ricerca per trovarlo.

 

Quale versione dell’ URL inserire all’interno di Google Search Console?

Facciamo l’esempio che il sito da inserire sia https://www.miosito.it/ (aggiungi sempre anche il carattere slash / alla fine)

Andremo ad inserirlo nel modulo di aggiunta di proprietà che ci mette a disposizione il tool:

Google Search Console aggiungere proprietà

In questo modo abbiamo comunicato a Google Search Console di monitorare la proprietà https://www.miosito.it/

Terminate le operazioni di inserimento del primo URL Google ci consiglierà di aggiungere una proprietà distinta per ogni dominio (o cartella) che si desidera monitorare.

Nel nostro caso le proprietà da aggiungere saranno in totale 4:

  1. https://www.miosito.it/
  2. https://miosito.it/
  3. http://www.miosito.it/
  4. http://miosito.it/

 

Per quale motivo Google ci consiglia di creare una proprietà per ogni dominio (o cartella) che si desidera monitorare?

Il motivo più importante è per evitare duplicati. Sappiamo quanto siano deleteri per il posizionamento le pagine duplicate e se non comunichiamo a Google di essere il proprietario della pagina il motore assumerà che siano dei duplicati (ovvero dei contenuti identici).
Facciamo un esempio, descriviamo la stessa pagina sia con il protocollo sicuro https sia senza ovvero http:

  1. https://www.miosito.it/paginadiesempio.html
  2. http://www.miosito.it/paginadiesempio.html

Se non verificheremo all’interno di Google Search Console di essere lo stesso proprietario della pagina per il motore saranno due risorse distinte e le considererà come contenuti duplicati penalizzando il nostro sito.

In conclusione nel caso di un sito web si dovranno creare almeno 4 proprietà (quelle descritte sopra).

 

Nel caso esistessero dei di sottodomini o domini di terzo livello?

Se il nostro sito internet è così articolato da contenere anche dei sottodomini (domini di terzo livello), anch’essi vanno aggiunti come nuove proprietà, in entrambe le versioni dei protocolli HTTP e HTTPS. Se, ad esempio, si possiede il sottodominio “news”, sarà necessario aggiungere alle precedenti anche le seguenti proprietà:

  1. https://www.news.miosito.it
  2. https://news.miosito.it
  3. http://www.news.miosito.it
  4. http://news.miosito.it

Lo stesso dicasi per le pagine eventualmente proposte in lingue differenti che spesso sono residenti all’interno di cartelle, come ad esempio:

  • https://miosito.it/en/

per le quali è necessario seguire tutte le indicazioni esposte in precedenza.

Per portali molto articolati, dunque, si rischia di avere a che fare con non poche proprietà. Per organizzare meglio i dati, Google Search Console consente di raggruppare varie proprietà in categorie, così da poter avere accesso soltanto ai dati di proprio interesse.

 

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2 Comments
    • Tiziano Baldini
    • 31 agosto 2018
    Rispondi

    Ottimo articolo, però vorrei chiedervi se la sitemap va specificata in tutte e 4 le proprietà o solamente in quella principale

    • Rispondi

      Ciao Tiziano e grazie per i complimenti.
      La risposta alla tua domanda è: la sitemap va specificata per ogni proprietà notificata a Google, quindi va specificata per tutte e 4 le proprietà.
      Un saluto.

 

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